Vino e spirits · 28 ottobre 2026 · Italia
Vino e giovani: consumi quotidiani e nelle occasioni speciali
La survey TEHA evidenzia cambiamenti nel consumo giovane, con qualità e territorio al centro delle scelte
Consumatori under 35 bevono meno vino ai pasti giornalieri, preferendolo nelle occasioni speciali secondo la survey TEHA Visione Vino 2026.

La recente survey commissionata da TEHA Group e presentata nel corso di Visione Vino 2026, fornisce un quadro puntuale dell’evoluzione del rapporto tra i giovani italiani e il vino, dati fondamentali anche per gli operatori professionali della ristorazione. Mentre il consumo quotidiano di vino è in calo, soprattutto tra gli under 35, la passione per il vino si sposta verso i momenti speciali, trasformando il modo in cui il comparto enogastronomico si rapporta a questa fascia anagrafica.
Calano i consumi quotidiani, crescono le occasioni speciali
Il sondaggio, realizzato su un campione rappresentativo della popolazione italiana nel luglio 2026, mostra che solo il 14% dei consumatori under 35 beve vino ai pasti quotidiani, rispetto al 38% degli over 65. Al contrario, la metà dei più giovani sceglie il vino per celebrazioni e occasioni speciali, una percentuale nettamente superiore rispetto al 34% degli anziani. Questa dinamica suggerisce un cambiamento nel ruolo del vino nelle abitudini alimentari, da un elemento routinario a un’esperienza esclusiva e ricercata.
Qualità, gusto e territorio: i driver d’acquisto
Per la scelta del vino, la qualità (66,2%) e il gusto (64,2%) rappresentano i criteri principali per gli italiani, seguiti dal prezzo (51,6%). Il legame con il territorio è molto rilevante, considerato da quasi la metà dei consumatori (46,9%) un elemento fondamentale. Inoltre, il 15,4% è disposto a pagare di più per un vino proveniente da zone vitivinicole distintive e vocate, mentre la produzione in cantine piccole e una filosofia di produzione sostenibile o biologica sono fattori apprezzati e valorizzati.
Il ruolo del digitale e delle relazioni sociali nella scelta
Nonostante la diffusione delle piattaforme digitali, il consiglio di amici e parenti rimane la fonte primaria per orientarsi nella scelta del vino (54,7%). Tuttavia, cresce l’uso di siti web specializzati (22,7%), social media e recensioni online (16,2%) come strumenti integrativi di informazione. Questo indica nuove opportunità per i ristoratori di comunicare direttamente il valore delle etichette proposte, con un investimento mirato sulla presenza digitale.
Implicazioni per la ristorazione e il servizio
Per le strutture Ho.Re.Ca., comprendere questa evoluzione è strategico. I giovani clienti non rinunciano al vino, ma lo cercano in esperienze più curate, enfatizzate e contestualizzate. Pertanto, proporre selezioni di qualità, raccontare con cura il territorio di provenienza e accompagnare la scelta con elementi emozionali e culturali può rafforzare la fidelizzazione. L’inserimento di strumenti digitali e la formazione dello staff per consigliare efficacemente si rivelano così leve importanti per valorizzare il vino anche nelle attività ristorative.
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Redazione La Màdia · con il supporto dell'AI
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