Industria alimentare · 27 ottobre 2026 · Italia

Sugar tax in Italia: ennesimo rinvio mentre la Germania procede spedita

Il governo italiano posticipa ancora l’entrata in vigore della tassa sulle bevande zuccherate e sulla plastica, mentre Berlino introduce misure progressive a tutela della salute pubblica

L’Italia rimanda per la nona volta la sugar tax, frenata da forti pressioni corporative. La Germania introduce invece una tassa progressiva sulle bevande zuccherate dal 2027.

Bottiglie di bevande zuccherate esposte in un locale con contenitori di plastica in primo piano

L’Italia si avvia verso un nuovo, nono rinvio dell’entrata in vigore della sugar tax e della plastic tax originariamente approvate nel 2019. Il Consiglio dei Ministri ha infatti convocato una riunione per il 27 ottobre 2026, in cui probabilmente si ratificherà un ulteriore posticipo, questa volta al 1° giugno 2027. Queste imposte erano state concepite per limitare il consumo di bevande zuccherate e contenitori in plastica, con l’obiettivo di migliorare la salute pubblica e tutelare l’ambiente.

Interessi corporativi frenano l’Italia

L’ennesimo rinvio è dovuto soprattutto alle pressioni esercitate dai produttori di soft drink e dalle industrie della plastica. L’associazione Assobibe denuncia perdite per un miliardo di euro in investimenti, imputando all’incertezza normativa la causa di tali ritardi, mentre Unionplast chiede addirittura l’abolizione definitiva della plastic tax, senza considerare che la produzione di plastica a basso costo è in aumento a livello globale, con conseguenti ricadute ambientali. Queste posizioni, ascoltate dalla politica italiana, evidenziano una prevalenza di interessi economici immediati rispetto alle esigenze sanitarie e ambientali del Paese.

La Germania vara una tassa progressiva sulle bevande zuccherate

In netto contrasto, il Parlamento federale tedesco ha recentemente approvato una bozza di legge che introduce una sugar tax con due livelli di tassazione, a seconda della concentrazione di zuccheri: 26 centesimi di euro per bevande con fino a 5 grammi di zucchero per 100 ml e 32 centesimi oltre tale soglia. La misura entrerà in vigore il 1° luglio 2027, e prevede esenzioni per i piccoli produttori e incentivi per la riformulazione delle ricette. Le entrate previste, quasi un miliardo di euro nel 2028, saranno destinate principalmente alla sanità pubblica e in particolare all’assistenza pediatrica.

Efficacia della sugar tax: esempi internazionali

Diversi paesi europei, tra cui Ungheria, Francia, Irlanda e Regno Unito, hanno già introdotto forme di tassa sulle bevande zuccherate, riscontrando riduzioni significative nel contenuto di zucchero e miglioramenti salutistici. In Gran Bretagna, ad esempio, dopo l’introduzione della Soft Drink Industry Levy nel 2018, la concentrazione media di zuccheri nelle bevande è diminuita del 52% rispetto al 2016. Questi dati dimostrano che la sugar tax può rappresentare un incentivo efficace per le aziende a riformulare i propri prodotti e sensibilizzare i consumatori.

Per gli operatori della ristorazione italiana, il continuo rinvio rischia di rallentare un processo di adeguamento necessario sia dal punto di vista della tutela della salute pubblica che della competitività in un mercato sempre più orientato a prodotti sostenibili e salutari. Il contrasto con la Germania e altri paesi europei rende ancora più urgente un ripensamento delle politiche italiane in tema di fiscalità alimentare e ambientale.

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Redazione La Màdia · con il supporto dell'AI

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