Mercati, economia e tendenze · 28 ottobre 2026

Affitti brevi: oltre 430 ore l'anno per gestire l'attività

Affitti brevi: oltre 430 ore l'anno per gestire l'attività Secondo una ricerca internazionale di PriceLabs, gli host dedicano mediamente 8,3 ore alla settimana alla gestione degli affitti brevi,…

Affitti brevi: oltre 430 ore l'anno per gestire l'attività

Affitti brevi: oltre 430 ore l'anno per gestire l'attività

Secondo una ricerca internazionale di PriceLabs, gli host dedicano mediamente 8,3 ore alla settimana alla gestione degli affitti brevi, mentre l'83% svolge anche un'altra attività lavorativa. Un impegno che equivale a circa 54 giornate lavorative all'anno. E-Instant accende i riflettori sul valore economico del tempo e sul ruolo dell'automazione per rendere più efficiente la gestione degli immobili.

Quanto costa davvero gestire un appartamento destinato agli affitti brevi? Oltre alle commissioni delle piattaforme, alle pulizie e alla manutenzione, esiste una voce di costo spesso sottovalutata: il tempo.

Secondo il Global Host Report 2025 di PriceLabs, realizzato su oltre 1.400 host a livello internazionale, chi opera nel settore dedica mediamente 8,3 ore alla settimana alla gestione della propria attività. Proiettando questo dato sull'intero anno, si arriva a circa 432 ore, equivalenti a 54 giornate lavorative da otto ore. Un impegno significativo, soprattutto considerando che l'83% degli intervistati svolge anche un'altra attività professionale.

Dietro ogni prenotazione si nasconde infatti un insieme di operazioni che non sempre vengono considerate nella valutazione della redditività: rispondere agli ospiti, organizzare gli arrivi, consegnare le chiavi, raccogliere i documenti, gestire gli adempimenti amministrativi e intervenire in caso di imprevisti. Attività che possono trasformare la gestione di uno o più appartamenti in un vero e proprio secondo lavoro.

Il tempo: una voce di costo invisibile

La redditività di un immobile viene generalmente misurata attraverso tasso di occupazione, ricavi, commissioni e costi operativi. Più raramente viene attribuito un valore economico al tempo impiegato direttamente dal proprietario.

Eppure, anche quando non comporta una spesa immediata, quel tempo rappresenta una risorsa che potrebbe essere destinata ad altre attività. Una semplice simulazione lo dimostra: attribuendo alle 8,3 ore settimanali rilevate da PriceLabs un valore ipotetico di 20 euro all'ora, il costo implicito della gestione raggiungerebbe circa 8.600 euro all'anno. Non si tratta di una spesa effettiva né di un risparmio garantito dalla tecnologia, ma di una rappresentazione del valore economico del lavoro svolto.

«Quando si parla di redditività degli affitti brevi, si tende a ragionare sui ricavi e sui costi più evidenti, dimenticando una risorsa fondamentale: il tempo di chi gestisce l'immobile», osserva Salvatore Solito, CEO e Founder di E-Instant. «Se un proprietario deve organizzare personalmente ogni arrivo, occuparsi delle chiavi e seguire procedure ripetitive, quel tempo ha un valore economico, anche quando non compare in una fattura».

La complessità cresce con il numero degli immobili

Il problema non riguarda soltanto i piccoli proprietari. Secondo lo State of Work 2025 di Breezeway, ricerca condotta su oltre 350 professionisti dell'ospitalità, il 73% degli operatori intervistati gestisce più di 50 attività operative alla settimana.

Dalla preparazione degli immobili alla gestione degli accessi, dalle comunicazioni agli ospiti al coordinamento dei fornitori, ogni soggiorno genera una sequenza di operazioni che richiede organizzazione e disponibilità.

Anche in Italia il fenomeno è rilevante: secondo stime operative diffuse da CleanBnB nel 2026, gestire autonomamente un appartamento destinato agli affitti brevi può richiedere indicativamente tra le 8 e le 18 ore settimanali, a seconda della stagione e dell'intensità dell'attività. Si tratta di valutazioni aziendali, non di una rilevazione statistica rappresentativa del mercato nazionale.

La questione diventa particolarmente importante quando aumenta il numero degli immobili gestiti: senza processi organizzati, la crescita del business rischia di tradursi in un incremento proporzionale del carico di lavoro.

Dall'host sempre disponibile alla gestione digitale

Gli ospiti sono ormai abituati a prenotare online, ricevere informazioni in tempo reale e utilizzare strumenti digitali durante il viaggio. Tuttavia, molte attività che seguono la prenotazione continuano a dipendere dalla disponibilità personale dell'host.

La risposta non consiste necessariamente nell'aumentare le persone coinvolte, ma nel distinguere le attività che richiedono un intervento umano da quelle che possono essere standardizzate e automatizzate.

Un orientamento confermato anche dalla ricerca Breezeway, secondo cui l'85,8% degli operatori intervistati ritiene che la tecnologia contribuisca a semplificare il lavoro.

È in questo scenario che si inserisce E-Instant, startup innovativa italiana specializzata nell'hospitality tech. La piattaforma integra in un unico ecosistema check-in digitale, acquisizione dei documenti degli ospiti, gestione degli adempimenti verso Questura e ISTAT e strumenti digitali per il controllo degli accessi.

La Màdia

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