Vinaria · 07 settembre 2026

Varietà tardive per battere il clima?

Il dibattito è aperto (e controverso). Temperature sempre più alte, precipitazioni scarse e violente, siccità aprono un dibattito inedito: i vitigni italici a maturazione tardiva possono uscirne avvantaggiati rispetto ai vitigni internazionali a…

Varietà tardive per battere il clima?

Il dibattito è aperto (e controverso). Temperature sempre più alte, precipitazioni scarse e violente, siccità aprono un dibattito inedito: i vitigni italici a maturazione tardiva possono uscirne avvantaggiati rispetto ai vitigni internazionali a maturazione precoce? Per alcuni ciò è plausibile, ma solo in relazione all’area di coltivazione dei vitigni autoctoni. Per altri ciò non è invece scontato. Ma v’è una certezza, ovvero la necessità di implementare nuovi modelli agronomici per non essere travolti da condizioni meteo sempre indecifrabili. Un punto di riferimento per tutti, in quanto annata estrema in tutti i sensi, è la vendemmia 2017.

I bruschi cambiamenti climatici avvenuti negli ultimi decenni hanno avuto un impatto non indifferente sull’agricoltura in generale e sulla vitivinicoltura in particolare; alcune varietà tardive potrebbero beneficiare di tale evoluzione, mentre le cultivar più precoci potrebbero teoricamente patire tali repentine variazioni causate, ormai è evidente, dall’uomo. Grazie al contributo di alcuni agronomi, abbiamo cercato di fare un po’ di luce sulla questione, cercando di capire il reale quadro della situazione, al di là di inutili isterismi, e come poter intervenire in vigna nel breve-medio periodo per gestire questa variabile ormai pressoché fuori controllo.

[Leggi l’articolo completo nel nuovo numero di settembre-ottobre 2026 de La Madia Travelfood. Puoi acquistare una copia digitale nello sfoglia online oppure sottoscrivere un abbonamento per ricevere ogni due mesi la rivista cartacea]

di Roger Sesto

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