Vinaria · 07 settembre 2026

Le buchette del vino a Firenze

A Firenze una tradizione che dura da secoli e di cui non si vuole perdere la memoria Le chiamano “buchette del vino”, ma ridurle a semplici aperture nel muro sarebbe quasi un torto…

Le buchette del vino a Firenze

Le chiamano “buchette del vino”, ma ridurle a semplici aperture nel muro sarebbe quasi un torto alla loro storia. Piccoli archi in pietra incastonati nei palazzi fiorentini, nate nel pieno del Rinascimento per vendere vino direttamente dalle dimore nobiliari, le buchette raccontano secoli di vita quotidiana, commercio, epidemie, trasformazioni urbane e cultura del bere. Oggi, dopo decenni di oblio, sono tornate al centro dell’attenzione internazionale: fotografate dai turisti, imitate all’estero, riscoperte da studiosi e appassionati.

A custodirne la memoria è l’Associazione Buchette del Vino, fondata nel 2015 da Matteo Faglia insieme a Diletta Corsini, storica dell’arte, e Mary Forrest, americana appassionata della cultura italiana e fiorentina.

Ex editore e direttore editoriale, Faglia ha dedicato anni alla ricerca, al censimento e alla tutela di queste testimonianze architettoniche che punteggiano Firenze e la Toscana.

Nella conversazione riportata in queste pagine, ripercorre la storia delle buchette, il loro legame con il Granducato mediceo, la sorprendente rinascita durante il Covid e il delicato equilibrio tra valorizzazione culturale e sfruttamento turistico.

[Leggi l’articolo completo nel nuovo numero di settembre-ottobre 2026 de La Madia Travelfood. Puoi acquistare una copia digitale nello sfoglia online oppure sottoscrivere un abbonamento per ricevere ogni due mesi la rivista cartacea]

di Lucy Gordan

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