Mercati, economia e tendenze · 04 novembre 2026
Supermercati sotto attacco hacker: nel mirino la catena del freddo. Vertice a Palazzo Chigi
Supermercati sotto attacco hacker: nel mirino la catena del freddo. Vertice a Palazzo Chigi Dalla Francia all’Italia, un’ondata di intrusioni informatiche ha colpito i sistemi di refrigerazione della…

Supermercati sotto attacco hacker: nel mirino la catena del freddo. Vertice a Palazzo Chigi
Dalla Francia all’Italia, un’ondata di intrusioni informatiche ha colpito i sistemi di refrigerazione della distribuzione alimentare. Il Governo convoca intelligence e Agenzia per la cybersicurezza. Ma tra temperature impostate dai pirati informatici e valori realmente raggiunti dagli impianti occorre fare chiarezza.
4 novembre 2026
La catena del freddo è diventata un nuovo bersaglio della criminalità informatica. Dopo i primi episodi registrati in Francia nel mese di ottobre, tra il 1° e il 3 novembre una serie di attacchi ha interessato supermercati e attività alimentari in diversi Paesi europei, Italia compresa. Non sono stati presi di mira i sistemi di pagamento o i dati dei clienti, bensì i dispositivi elettronici che regolano e monitorano gli impianti frigoriferi.
Le conseguenze possono essere particolarmente gravi per la distribuzione alimentare: l'alterazione dei parametri di funzionamento, l'interruzione della refrigerazione o l'attivazione impropria di determinate funzioni possono compromettere la conservazione dei prodotti, provocando perdite economiche e rendendo necessaria l'eliminazione delle merci non più conformi alle condizioni di sicurezza alimentare.
La vicenda ha assunto una rilevanza tale da richiedere, il 3 novembre, una riunione a Palazzo Chigi con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, i rappresentanti dell'intelligence e l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale.
I casi italiani: dalla Sicilia alla Sardegna
In Sicilia sono stati segnalati attacchi ad alcuni supermercati a insegna Coop gestiti dal gruppo Radenza, in particolare nelle province di Catania, Palermo e Ragusa. Gli intrusi sarebbero riusciti a modificare da remoto i parametri dei sistemi frigoriferi, compromettendo la conservazione di parte degli alimenti.
Altri episodi sono stati segnalati in Toscana, Abruzzo e Sardegna. A Sassari, due supermercati della catena Viro hanno subito anomalie ai banchi frigoriferi, con temperature riportate intorno ai 15 gradi, incompatibili con la corretta conservazione di numerosi prodotti freschi e surgelati.
A Silvi Marina, in provincia di Teramo, è stato colpito un esercizio commerciale riconducibile al gruppo di Daniele Erasmi, presidente nazionale della Fiesa Confesercenti. Secondo quanto riportato dall'ANSA, gli aggressori avrebbero impostato un valore di temperatura di 150 gradi nel sistema di controllo. È proprio questo dato a richiedere un'importante precisazione tecnica.
I frigoriferi non diventano forni: cosa significa modificare la temperatura da remoto
Alcune ricostruzioni giornalistiche hanno descritto frigoriferi portati a 50, 100 o addirittura 150 gradi. Ma occorre distinguere il valore inserito nel software di controllo dalla temperatura fisicamente raggiunta dall'impianto.
Un frigorifero commerciale non è progettato per riscaldare gli alimenti a quelle temperature. Impostare un setpoint di 150 gradi non significa che l'apparecchiatura possa produrre autonomamente quel calore.
L'attacco può invece interferire con la regolazione del freddo, impedire il corretto funzionamento dei compressori oppure alterare, quando presenti, i cicli di sbrinamento. In determinate condizioni la temperatura interna può quindi salire, anche sensibilmente, ma l'effetto effettivo dipende dalla configurazione dell'impianto, dalle sue componenti e dal tempo trascorso senza una refrigerazione adeguata.
Nel caso abruzzese, la temperatura di 150 gradi è stata indicata come valore impostato dagli hacker, non come temperatura raggiunta dai frigoriferi. L'ANSA ha riportato anche un valore effettivo di 40 gradi, dichiarato nelle ricostruzioni dell'episodio, che tuttavia non risulta accompagnato da dati tecnici pubblici sufficienti per una verifica indipendente.
È dunque scorretto trasformare automaticamente i parametri manipolati dagli aggressori in temperature realmente misurate. Non serve immaginare frigoriferi trasformati in forni per comprendere la gravità dell'attacco: è sufficiente che la temperatura superi i limiti previsti per la conservazione dei prodotti perché possano verificarsi danni economici e rischi igienico-sanitari.
Palazzo Chigi: massima attenzione, ma impatto limitato in Italia
La riunione del 3 novembre ha consentito di fare una prima valutazione dell'emergenza. Secondo quanto comunicato dopo il vertice, gli attacchi avrebbero interessato un numero ristretto di esercizi commerciali italiani rispetto alle migliaia di punti vendita presenti sul territorio nazionale.
Le prime verifiche hanno individuato criticità soprattutto in sistemi tecnologici obsoleti, con interfacce accessibili direttamente attraverso Internet e protezioni insufficienti per impedire accessi non autorizzati. La maggior parte della rete distributiva italiana risulterebbe invece dotata di strumenti di sicurezza più aggiornati.
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha parlato di un'iniziativa presumibilmente coordinata a livello europeo, sottolineando il coinvolgimento di più Paesi. Si tratta, tuttavia, di un'ipotesi investigativa e non di un'attribuzione definitiva. La Polizia postale e l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale stanno lavorando per ricostruire modalità e provenienza degli attacchi.
ANSA.it+1
Perché i frigoriferi dei supermercati sono collegati a Internet?
I moderni impianti della refrigerazione commerciale utilizzano sistemi di supervisione che consentono di verificare da remoto le temperature, ricevere segnalazioni di anomalie, programmare gli interventi di manutenzione e ottimizzare i consumi energetici.
Questi collegamenti rappresentano strumenti importanti per il controllo della catena del freddo, ma possono trasformarsi in punti di accesso per gli aggressori quando non sono adeguatamente protetti.
Le indagini sui precedenti attacchi francesi hanno evidenziato vulnerabilità in dispositivi di controllo remoto non aggiornati. Secondo le informazioni raccolte dall'Associated Press, tra i sistemi interessati dalle verifiche figurano apparati Danfoss e Copeland, alcuni dei quali appartenenti a generazioni tecnologiche che non ricevono più aggiornamenti di sicurezza.
Non è però dimostrato che tutti gli episodi europei abbiano sfruttato la medesima vulnerabilità.
AP News+1
Le conseguenze per la sicurezza alimentare e la ristorazione
Il problema non riguarda soltanto la grande distribuzione. Le stesse tecnologie di supervisione e controllo vengono impiegate nei magazzini refrigerati, nei centri logistici, nelle cucine centralizzate e in alcune strutture della ristorazione collettiva.
A Firenze, la società Siaf, attiva nella preparazione di pasti per scuole, ospedali e aziende, ha segnalato un'intrusione nei propri sistemi di gestione della refrigerazione. L'anomalia è stata individuata tempestivamente e, secondo quanto dichiarato dall'azienda, non ha avuto conseguenze sulla continuità del servizio.
Sky TG24
Per gli operatori del settore alimentare, la questione è particolarmente delicata. Un'interruzione della refrigerazione non comporta necessariamente l'immediato deterioramento di tutti i prodotti, ma impone di verificare le temperature effettivamente raggiunte, la durata dell'anomalia e la conformità alle procedure HACCP.
Non è sufficiente ripristinare il funzionamento di una cella per considerare automaticamente sicure le merci conservate al suo interno.
Diventa quindi fondamentale che i sistemi di monitoraggio siano protetti da accessi non autorizzati, che gli allarmi possano essere verificati anche attraverso canali indipendenti e che gli operatori dispongano di procedure per intervenire in caso di compromissione informatica.
Una vulnerabilità che impone nuove responsabilità
Quanto sta accadendo dimostra che la cybersicurezza non è più soltanto una questione riservata agli uffici informatici. È entrata nella gestione quotidiana della sicurezza alimentare.
Per supermercati, ristoranti, alberghi, laboratori di produzione e aziende della distribuzione diventa necessario conoscere non soltanto le prestazioni dei propri impianti, ma anche le modalità con cui questi comunicano con l'esterno e i soggetti autorizzati a intervenire sui sistemi di controllo.
Resta ancora da chiarire chi abbia organizzato gli attacchi, se esista effettivamente un coordinamento internazionale e quale sia l'entità complessiva dei danni.
Nel frattempo, la priorità è evitare che sistemi essenziali per la conservazione degli alimenti restino esposti a intrusioni che potrebbero essere prevenute con aggiornamenti, controlli degli accessi e una corretta separazione delle reti informatiche.
Perché la questione non è quanto possa scaldarsi un frigorifero, ma quanto possa diventare vulnerabile la catena alimentare quando il controllo delle sue temperature finisce nelle mani sbagliate.
FONTI VERIFICATE — 2-4 NOVEMBRE 2026
ANSA, aggiornamenti del 3 novembre sulla riunione a Palazzo Chigi e sui casi italiani; Associated Press, approfondimento del 4 novembre sugli attacchi e sulle vulnerabilità dei sistemi; RaiNews e Sky TG24, cronache degli episodi locali.
La distinzione tra setpoint informatico e temperatura realmente misurata è stata mantenuta in tutto l'articolo. Dove mancano misurazioni tecniche indipendenti, i valori diffusi dalle cronache non vengono presentati come fatti verificati.
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