Mercati, economia e tendenze · 03 novembre 2026

Supermercati sotto attacco hacker: colpita la catena del freddo anche in Italia

Supermercati sotto attacco hacker: colpita la catena del freddo anche in Italia Un attacco informatico ai sistemi di refrigerazione ha interessato supermercati e aziende alimentari in diversi Paesi…

Supermercati sotto attacco hacker: colpita la catena del freddo anche in Italia

Supermercati sotto attacco hacker: colpita la catena del freddo anche in Italia

Un attacco informatico ai sistemi di refrigerazione ha interessato supermercati e aziende alimentari in diversi Paesi europei. Casi anche in Sicilia, Toscana ed Emilia-Romagna. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale alza il livello di attenzione sulla filiera alimentare.

Non più soltanto computer, database o sistemi di pagamento. Nel mirino degli hacker finiscono ora anche frigoriferi, congelatori e celle destinate alla conservazione degli alimenti.

Nella giornata del 2 novembre 2026 una nuova serie di attacchi informatici ha interessato i sistemi di refrigerazione commerciale di numerose attività in Europa, provocando l’alterazione da remoto delle temperature e, in alcuni casi, la perdita delle merci conservate.

Tra i Paesi coinvolti figurano Belgio, Lussemburgo, Irlanda, Paesi Bassi, Lettonia, Finlandia e Svezia. Episodi sono stati registrati anche in Italia.

Quattro supermercati Coop colpiti in Sicilia

I casi più evidenti nel nostro Paese riguardano alcuni punti vendita Coop gestiti dal gruppo Radenza: almeno tre supermercati a Catania e uno a Palermo.

Secondo quanto comunicato dal direttore generale del gruppo, Giuseppe Spadaro, l’attacco sarebbe avvenuto intorno alle quattro del mattino e avrebbe interessato il sistema di telecontrollo dei banchi frigoriferi.

Gli aggressori sarebbero riusciti a modificare i parametri di temperatura, provocando il surriscaldamento delle apparecchiature e il conseguente deterioramento di parte degli alimenti.

La Polizia postale sta verificando la provenienza delle intrusioni e l'eventuale collegamento con gli attacchi registrati contemporaneamente negli altri Paesi europei.

Segnalazioni anche in Toscana ed Emilia-Romagna

L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha inoltre comunicato di avere ricevuto la notifica di un incidente da parte di un’azienda toscana attiva nella ristorazione collettiva e di avere rilevato un attacco, non ancora formalmente notificato al momento della comunicazione, contro un’impresa emiliana della produzione di surgelati.

L’attenzione, quindi, non riguarda soltanto i supermercati ma un sistema molto più ampio che comprende distribuzione alimentare, industrie, logistica refrigerata, società di manutenzione e operatori della ristorazione collettiva.

Quando un hacker può interrompere la catena del freddo

La particolarità dell'attacco è proprio il suo obiettivo.

I sistemi che regolano frigoriferi e celle professionali sono sempre più spesso collegati alla rete per consentirne il monitoraggio e la manutenzione a distanza. Una connessione che offre importanti vantaggi nella gestione degli impianti, ma che può trasformarsi in un punto di accesso se apparecchiature, software o credenziali non sono adeguatamente protetti.

Intervenendo sui parametri di funzionamento è possibile alterare le temperature e i cicli di sbrinamento, con conseguenze immediate sulla conservazione degli alimenti.

È quanto era già accaduto in Francia nella notte tra l'11 e il 12 ottobre, quando una vasta offensiva aveva interessato centinaia di supermercati di diverse insegne.

In alcuni impianti la temperatura dei sistemi di refrigerazione era stata portata fino a 50 °C, mentre la durata dei cicli di sbrinamento era stata prolungata in modo da ritardare l'attivazione degli allarmi. Diversi punti vendita furono costretti a eliminare grandi quantità di prodotti freschi e surgelati.

Le prime indagini francesi avevano individuato vulnerabilità in alcuni sistemi di controllo della refrigerazione, soprattutto apparecchiature obsolete o non più aggiornate. Successivamente erano stati registrati tentativi analoghi anche su tecnologie di altri produttori.

L'allerta dell'Agenzia per la cybersicurezza

Dopo gli episodi del 2 novembre, l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha richiamato gli operatori della Gdo, della logistica alimentare, della refrigerazione industriale e le aziende che gestiscono la manutenzione degli impianti.

Tra le misure indicate figurano la verifica dei sistemi di controllo e teleassistenza eventualmente esposti direttamente su Internet, la separazione di questi apparati dalle reti informatiche aziendali, l'utilizzo di VPN e autenticazione a più fattori per gli accessi remoti e l'aggiornamento o la sostituzione dei dispositivi che non ricevono più supporto dal produttore.

Per oggi, 3 novembre, è stata inoltre convocata a Palazzo Chigi una riunione coordinata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano con l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale e i vertici dell'intelligence.

La sicurezza informatica entra nella sicurezza alimentare

La vicenda apre una questione che riguarda direttamente tutto il comparto agroalimentare.

La digitalizzazione degli impianti ha reso possibile controllare da remoto temperature, consumi energetici e funzionamento delle apparecchiature, ma ha contemporaneamente ampliato la superficie esposta agli attacchi informatici.

Un frigorifero industriale compromesso non rappresenta infatti soltanto un problema tecnico: può significare merce da eliminare, interruzioni nelle forniture, danni economici rilevanti e, soprattutto, la necessità di garantire che nessun prodotto interessato da una rottura della catena del freddo arrivi al consumatore.

La cybersecurity diventa così parte integrante della sicurezza alimentare e della continuità operativa di supermercati, industrie, piattaforme logistiche e ristorazione.

E l'attacco delle ultime ore mostra quanto anche un'infrastruttura apparentemente semplice come un impianto frigorifero possa trasformarsi in un punto critico dell'intera filiera.

La Màdia

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