Vino e spirits · 06 novembre 2026 · Italia

Fivi entra nel Comitato nazionale Dop e Igp: un passo strategico per la rappresentanza dei vignaioli indipendenti

Il decreto ColtivaItalia riconosce ufficialmente la specificità dei vignaioli indipendenti, rafforzando la tutela delle denominazioni italiane

Con l’approvazione del decreto ColtivaItalia, per la prima volta la Federazione italiana vignaioli indipendenti (Fivi) entra nel Comitato nazionale Dop e Igp, un riconoscimento storico che valorizza i

Vigneto italiano con filari di viti e edificio rurale

Il recente via libera del Senato al decreto ColtivaItalia segna una svolta significativa per la Federazione italiana vignaioli indipendenti (Fivi). Per la prima volta, la Fivi ottiene un seggio nel Comitato nazionale vini Dop e Igp, un organismo chiave per la regolamentazione e la tutela delle denominazioni di origine e indicazioni geografiche in Italia.

Un riconoscimento storico per i vignaioli indipendenti

L'emendamento all'articolo 40 del Testo Unico del vino, approvato nel contesto del decreto, cita esplicitamente i vignaioli indipendenti come categoria distintiva che necessita di rappresentanza istituzionale. Questo riconoscimento sancisce ufficialmente l'importanza di oltre 1.850 aziende vitivinicole associate a Fivi, che coltivano più di 19.000 ettari di vigneti in tutta Italia e si occupano direttamente di tutte le fasi produttive, dalla vigna alla bottiglia.

Implicazioni per il settore Ho.Re.Ca.

Per gli operatori della ristorazione, questa novità rappresenta una garanzia di autenticità e qualità nella selezione dei vini italiani. La presenza della Fivi nel Comitato significa che la voce dei produttori indipendenti, spesso più legati al territorio e alle pratiche tradizionali, sarà ascoltata nelle decisioni strategiche riguardanti i disciplinari di produzione e la tutela delle denominazioni.

Questo potrà favorire una maggiore valorizzazione di produzioni di nicchia, artigianali e meno industrializzate, offrendo agli operatori della ristorazione l’opportunità di arricchire le proprie offerte con vini unici, espressione del terroir italiano.

Occasione mancata sui vitigni Piwi

Va segnalato però che il Senato non ha accolto un altro emendamento, volto a riconoscere i vitigni Piwi (resistenti alle malattie fungine) nei disciplinari Doc e Docg. La mancata approvazione potrebbe rallentare l’inserimento ufficiale di queste varietà nel circuito delle denominazioni di origine, un aspetto su cui il settore vitivinicolo e della ristorazione dovranno continuare a vigilare.

In sintesi, l’ingresso della Fivi nel Comitato nazionale Dop e Igp segna un passo avanti importante per la tutela della viticoltura indipendente italiana e rappresenta un’opportunità concreta per gli operatori della ristorazione di affacciarsi a una selezione ancora più autentica e territoriale dei vini italiani.

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Redazione La Màdia · con il supporto dell'AI

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