Editoriali · 13 luglio 2022

Buon compleanno, Madia!

Mi affaccio poco sul mare magnum di Facebook e quando lo faccio non sento la necessità di unirmi alla pletora di chi scrive la qualunque nell’illusione di esistere. Soffro pesantemente il compiacimento delle…

Buon compleanno, Madia!

Mi affaccio poco sul mare magnum di Facebook e quando lo faccio non sento la necessità di unirmi alla pletora di chi scrive la qualunque nell’illusione di esistere.

Soffro pesantemente il compiacimento delle foto semiadamitiche stile Belen de’ noantri; gli avvilenti, livorosi commenti delle donne sulle donne alla faccia del più feroce body shaming, la politico-pornografia degli statisti da tastiera, la violenza verbale, la decomposizione putrescente della lingua italiana in quel marasma fetido che è l’opinionismo da web. Su tutto. In un devastante pettegolezzo malevolo e privo di intelligenza.

Già, perché “intellegere”, ovvero “capire”, in Italia è diventato un optional, merce rara in una popolazione in cui l’ignoranza, elevata a simbolo di autenticità, ha subito un processo di legittimazione. “Capire” è un verbo sconosciuto a quei trequarti degli italiani funzionalmente non in grado di esprimere correttamente un concetto compiuto o sensato: tutto è frutto del sentire momentaneo, quasi una necessità di minzione.

Sul numero attuale coincidente col suo trentottesimo compleanno, voglio quindi fare il mio personale e interessato elogio a La Madia, alla sua necessità di fornire una comunicazione corretta, ai suoi eccellenti autori, ai servizi graficamente e giornalisticamente costruiti con scrupolosa sartorialità, alla sua bella carta, ma anche al suo spazio web costantemente controllato per evitare castronerie e fake news.

E regalo alla Madia i risultati dello studio, tra gli altri, dell’Oxford Internet Institute che spiega come “la memoria e la comprensione di un testo sono migliori se il contenuto è letto su carta invece che su tablet o computer. La multisensorialità della pagina, al tatto, aumenta gli stimoli al cervello e favorisce l’attenzione, permettendo di registrare meglio ciò che si legge”.

Viva dunque l’informazione che, sulla carta, ci mette la faccia, che assicura correttezza e professionalità. Viva La Madia.

di Elsa Mazzolini

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