Editoriali · 02 dicembre 2014

ROTTAMAITALIA

La mia personale battaglia contro l’arbitrario consumo del suolo perpetrato ai danni dell’Italia da ogni governo, da ogni regione e da ogni comune per fare cassa, non costituirà motivo d’obbligo per leggere ancora…

ROTTAMAITALIA

La mia personale battaglia contro l’arbitrario consumo del suolo perpetrato ai danni dell’Italia da ogni governo, da ogni regione e da ogni comune per fare cassa, non costituirà motivo d’obbligo per leggere ancora una volta le mie tesi. Invito vivamente invece a scaricare da internet il libro “Rottama Italia” disponibile gratuitamente in pdf suhttps://dl.dropboxusercontent.com/u/25493…/RottamaItalia.pdf(Altreconomia Edizioni) per capire a quale enorme disastro la politca ci stia ancora una volta esponendo, malgrado i fatti tragici recenti e passati abbiano dimostrato che è solo l’aggressione massiccia e la mancata tutela del territorio a generare morti e distruzione ad ogni anche minimo scroscio d’acqua.

Le vignette di Sergio Staino o di Vauro, ma soprattutto i testi di sedici urbanisti, architetti, giuristi, costituzionalisti, archeologici e giornalisti spiegano con allarmante precisione come sia proprio lo Stato a giocare sulla nostra pelle e sul futuro dei nostri figli, favorendo la cementificazione selvaggia. “Il territorio non è un bene liberamente disponibile da parte del governo o di amministratori locali, ma è nella ‘proprietà collettiva demaniale’ o nella ‘superproprietà’ del popolo, a titolo di sovranità”, spiega Paolo Maddalena, già vicepresidente della Corte Costituzionale. Lo conferma Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, già direttore della Scuola Normale superiore di Pisa ed editorialista de La Repubblica, che sottolinea come “sarà un governo nominalmente di centro-sinistra a celebrare, dopo vari tentativi andati a vuoto, il trionfo del silenzio- assenso, trasformandolo da tutela del cittadino contro l’inerzia della pubblica amministrazione in un trucco che cestina un principio fondamentale della Costituzione”.

Le conclusioni di “Rottama-Italia” le firma Carlo Petrini, fondatore di Slow Food che, provando a ripercorrere il dibattito parlamentare in corso negli ultimi anni sul tema dello stop al consumo del suolo, sostiene che “questo decreto Sblocca-Italia è così surreale e fuori dal tempo e dal luogo in cui ci troviamo a vivere, che è quasi impossibile scacciare il pensiero che a scriverlo non sia stato l’uomo della rottamazione (che però, siamo sicuri, lo ha batezzato), ma un manipolo di lobbisti disperati: quasi il risultato della clonazione del primo Tremonti, che favorì il pullulare dei capannoni oggi miseramente vuoti e abbandonati, ovunque”. E, affonda la penna Petrini, “evidentemente costoro non hanno minimamente a cuore il destino della comunità che vive in questa nostra povera Patria e soprattutto non hanno nessuna lungimiranza per il suo futuro, per la sopravvivenza dei nostri figli, per la bellezza che i loro occhi hanno il sacrosanto diritto di vedere nonostante le nostre ambizioni di produzione interna lorda!”.

Dunque se il governo vuole comunque accontentare palazzinari e imprese edili, potrebbe benissimo farlo incentivando la riqualificazione dell’esistente, che è, come si dice oggi, “tanta roba”. Ma continuare a cementificare, a detrimento dell’ambiente, dell’agricoltura, dell’ecosistema, è la più miope delle politiche. Ed è ora che tutti diciamo BASTA.

di Elsa Mazzolini

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