Buone nuove · 19 dicembre 2016

Dal Friuli alla Sicilia, sono oltre 200 le depositarie della vera cucina italiana che fa impazzire gli stranieri

Squisite zuppe imperiali, gustosi tortelli di patate e magnifiche rose di Parma: sono gli antichi piatti, a volte quasi dimenticati, cucinati da Mario Antonio nella sua casa di Bologna in cui accoglie e…

Dal Friuli alla Sicilia, sono oltre 200 le depositarie della vera cucina italiana che fa impazzire gli stranieri

Squisite zuppe imperiali, gustosi tortelli di patate e magnifiche rose di Parma: sono gli antichi piatti, a volte quasi dimenticati, cucinati da Mario Antonio nella sua casa di Bologna in cui accoglie e organizza corsi, per insegnare a cucinare le perfette tagliatelle al ragù ai turisti da tutto il mondo. E ancora, i classici pici all’aglione, primo piatto di estrazione contadina abbinato a quattro bicchieri di Barolo in caso di anemia e due di ottimo Chianti per carenze di affetto se si capita nella casa, e nella cucina, di Barbara di Montepulciano che propone un vino per ogni malattia. C’è poi Mara da Forlì che da oltre 20 anni invita a cena le compagnie teatrali di passaggio per la sua città a cui propone i suoi crostini della nonna, tortelli alle erbe di stagione e ossicini di pollo fritti gustati da Rossella Falck, Giorgio Gaber, Alessandro Gasman e Michele Placido.

Questi sono solo tre rappresentanti dell’esercito delle 200 Cesarine (e Cesarini) che, dal Friuli alla Sicilia, offrono al turista e al concittadino “nostalgico” gli autentici sapori del territorio italiano: cuoche per passione e per diletto che aprono le loro case e le loro tavole dando vita a un itinerario del gusto che ha dato il via all’homefood tourism Made in Italy.

Un vero e proprio fenomeno culturale molto apprezzato dal turista straniero in cerca di autenticità ed esperienze della tradizione italiana. Provengono da Francia, UK e USA i clienti tipici di questa rete di cuoche-massaie che aprono le porte della loro casa e che, attraverso la loro cucina, raccontano e condividono la sua storia e una parte del patrimonio culturale italiano. Un modo alternativo per i turisti di apprezzare le eccellenze enogastronomiche del Belpaese e scoprire le sue storie.

Ambasciatrici del gusto e dei valori delle culture regionali del territorio a cui sono legate le Cesarine sono state “adottate” oltreoceano: celebrate più di una volta dal New York Times, ospiti delle sedi americane di Google per insegnare i segreti della cucina italiana e ambasciatrici poche settimane fa, a New York, della “Settimana della cucina italiana nel mondo”.

L’organizzazione Home Food Cesarine nasce con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e con la collaborazione della Regione Emilia-Romagna e di Egeria Di Nallo – antropologa, docente di sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Bologna – per tramandare di generazione in generazione la tradizione cucinaria dei nostri territori, riscoprendo e salvaguardando anche i cosiddetti cibi e piatti “dimenticati”.

di Redazione La Màdia

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