OpereDolci · 04 settembre 2022
Croissant, cornetto e brioche: fratelli, ma non gemelli
Italia, esterno giorno. Al sorgere del sole, nel silenzio delle città ancora sonnacchiose e col profumo di caffè che si propaga per le vie, si alzano lentamente le saracinesche dei bar per accogliere…

Italia, esterno giorno.
Al sorgere del sole, nel silenzio delle città ancora sonnacchiose e col profumo di caffè che si propaga per le vie, si alzano lentamente le saracinesche dei bar per accogliere i primi clienti intenti a far colazione con l’accoppiata italiana più classica e golosa di tutte: a Milano un cliente chiede “Brioche e cappuccino”, a Napoli un altro chiede “Cornetto e Cappuccino”, in qualche altra città da Nord a Sud qualcun altro chiede “Croissant e Cappuccino”.
Ma staranno facendo la stessa colazione? La risposta è sì!
A differenza degli altri paesi europei, in Italia vi è un uso improprio dei 3 termini per indicare la stessa tipologia di colazione. Ma i tre termini indicano, invece, tre prodotti da colazione diversi tra loro per forma, ingredienti, consistenze e gusto.
Mentre il cornetto e il croissant sono simili nella forma a mezzaluna (e per questo facilmente oggetto di confusione) e derivano entrambi dall’antenato austriaco kipferl, la brioche presenta una forma e un’origine totalmente diverse: rotondeggiante e gonfia che ricorda la forma di un piccolo pandoro rovesciato con una pallina di pasta posta sulla pancia (come la tipica brioche col tuppo siciliana) e ha origine in Normandia nel XVI secolo come adattamento e rivisitazione della “pate a brioche” medievale.
Dal punto di vista dell’ingredientistica, dell’impasto e del gusto, il cornetto italiano e la brioche sono più simili tra loro, avendo un impasto morbido e soffice a base di uova, burro, zucchero, farina, lievito e aromi come vaniglia o scorza di agrumi. Rispetto al croissant francese presentano un gusto più dolce e rotondo e un interno più ricco di mollica.
Mentre la brioche è generalmente liscia (vuota) e più morbida con maggior presenza di mollica, il cornetto si presenta con una superficie sfogliata e leggermente croccante e un interno morbido e ricco di mollica e può essere sia liscio che farcito con crema, cioccolato, confetture, marzapane, e utilizzare farine integrali o alternative, fino a trovarne persino la versione vegana.
Il croissant, invece, ha una lavorazione simile a quella del cornetto (sfogliatura/laminazione), ma con un bilanciamento degli ingredienti decisamente diverso: minor quantità di zucchero, assenza di uova e una quantità di burro decisamente più alta, raggiungendo nel croissant una percentuale tra il 35% e il 40% contro il 20-25% del cornetto italiano.
Si comprenderà, dunque, la differenza di gusto e consistenza tra il cornetto italiano e il croissant francese: più dolce, morbido e pieno il primo, con spiccato sentore di uova e burro e prestandosi a varie farciture dolci, più neutro nel gusto (spiccatamente burroso) croccante (o come dicono i francesi “Croustillant”) il secondo, che si trova esclusivamente nella sua versione “liscia” (vuota) e che per il suo sapore tipicamente rustico e poco dolce si presta perfettamente ad essere farcito anche con ingredienti salati.
Che ci si appresti a realizzare il cornetto, il croissant o la brioche è da tener presente che si tratta di preparazioni che richiedono lunghi tempi di preparazione tra laminazione, riposo e lievitazione (nel caso dei primi 2) ed è imprescindibile l’uso di burro di primissima qualità, meglio se tecnico e francese o bavarese.
Vediamo nello specifico ingredienti e procedimento del Croissant francese.
FARINA
Deve essere una farina di forza, quindi utilizzeremo una 00 proteine 12,8 – 330 W e di ottima qualità.
BURRO
Optare per un burro tecnico tipo Corman, che oltre a conferire un gusto delizioso con sentori di panna ne facilita la lavorazione e ne riduce i tempi di riposo fino a 20 minuti tra una piega e l’altra.
RIPOSI
Fondamentali per ridare solidità al burro e permettere alla pasta di distendersi.
TEMPERATURE
Il rispetto delle temperature deve essere rigoroso. Impasto a 4 °C e burro tra i 12 °C e i 16 °C (in base a se si utilizza un burro tecnico o un burro normale di ottima qualità). Fondamentale che impasto e burro abbiamo la stessa consistenza.
LIEVITAZIONE
In cella di lievitazione a 28 °C per circa 3 ore o a temperatura ambiente per circa 4-5 ore con raffreddamento in frigo a lievitazione ultimata per stabilizzarne il burro, o in frigo dall’inizio della lievitazione per tutta la notte.
COTTURA
180 °C forno ventilato per 15 – 20 minuti (in base alla pezzatura).
LUCIDATURA
Con sciroppo 1:1 (facoltativa).
[Questo articolo è un estratto del numero di Settembre-Ottobre 2022 de La Madia Travelfood. Leggi gli altri articoli online oppure abbonati alla rivista cartacea!]
di Marcella Orsi
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